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Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon

  • Immagine del redattore: Fuori Indice
    Fuori Indice
  • 16 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon è un fantasy imponente, sia per dimensioni che per ambizione. Un romanzo autoconclusivo che riesce a costruire un mondo complesso e stratificato, intrecciando politica, religione, magia e identità in una narrazione corale che richiede attenzione, ma che sa ricompensare il lettore.


La storia si sviluppa attraverso più punti di vista, distribuiti in diverse regioni del mondo narrativo. Da un lato troviamo un regno occidentale fondato su una religione che venera un’antica eroina e teme il ritorno dei draghi; dall’altro, culture orientali che convivono con queste creature, considerandole sacre. Questo contrasto non è solo geografico, ma profondamente ideologico, e rappresenta uno dei nuclei più interessanti del romanzo.


Al centro della narrazione ci sono personaggi femminili forti e ben costruiti. Ead, dama di compagnia alla corte della regina Sabran, si muove tra dovere e segreti, mentre Tané, addestrata a diventare una cavalcatrice di draghi, incarna un percorso fatto di disciplina e sacrificio. Le loro storie, inizialmente distanti, finiscono per intrecciarsi in un disegno più ampio, legato a una minaccia antica che incombe sull’intero mondo.


Uno degli aspetti più riusciti del libro è il worldbuilding. Shannon costruisce un universo ricco di dettagli, con sistemi religiosi, tradizioni e conflitti politici credibili. Tuttavia, questa ricchezza può rendere l’inizio della lettura più impegnativo: il ritmo iniziale è lento, necessario per permettere al lettore di orientarsi, ma potenzialmente scoraggiante per chi cerca un’immediatezza maggiore.


Con il procedere della storia, però, la narrazione acquista slancio. Le trame si intensificano, le tensioni crescono e il romanzo si trasforma in un intreccio sempre più serrato, fino a un finale che chiude in modo soddisfacente la maggior parte degli archi narrativi.


Dal punto di vista tematico, Il priorato dell’albero delle arance affronta questioni come il potere, la fede e il ruolo delle donne in contesti rigidamente strutturati. La presenza di relazioni queer, trattate con naturalezza, contribuisce a rendere il romanzo contemporaneo pur restando saldamente ancorato a un immaginario fantasy classico.


Non è un libro per tutti: richiede tempo, concentrazione e una certa predisposizione verso le narrazioni ampie e articolate. Ma per chi è disposto a immergersi completamente, rappresenta una lettura ricca e appagante.

Un romanzo che dimostra come il fantasy possa ancora reinventarsi, combinando elementi tradizionali con uno sguardo moderno e inclusivo.

 
 
 

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