La verità sul caso Harry Quebert — Joël Dicker


Ci sono libri che inizi pensando di leggere una semplice storia gialla e che, pagina dopo pagina, si trasformano in qualcosa di molto più grande. La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker è proprio uno di questi.
La storia ruota attorno a Marcus Goldman, giovane scrittore di successo che, dopo aver pubblicato il suo primo romanzo, si ritrova improvvisamente incapace di scrivere. Quando il suo ex professore e mentore, Harry Quebert, viene accusato dell'omicidio di Nola Kellergan, una ragazza scomparsa trentatré anni prima, Marcus decide di tornare ad Aurora, nel New Hampshire, per scoprire cosa sia realmente accaduto.
Da quel momento il romanzo diventa una vera e propria indagine: testimonianze, segreti, lettere, ricordi e versioni contraddittorie dei fatti si susseguono continuamente, costringendo il lettore a mettere in discussione praticamente tutto ciò che crede di aver capito.
La cosa che ho apprezzato maggiormente è proprio questa capacità di Dicker di far cambiare continuamente prospettiva. Quando sembra di avere finalmente trovato la soluzione, arriva un nuovo elemento che rimette tutto in discussione. Il libro gioca molto con il concetto di verità: quanto possiamo davvero conoscere una persona? Quanto di ciò che sappiamo è frutto dei fatti e quanto, invece, delle nostre interpretazioni?
Anche il rapporto tra Marcus e Harry è particolarmente interessante. Non è soltanto il rapporto tra un allievo e il suo maestro, ma diventa una riflessione sulla scrittura, sul successo, sull'amicizia e sulle aspettative che costruiamo nei confronti delle persone che ammiriamo.
Un altro aspetto che mi ha conquistato è la struttura narrativa. La storia procede avanti e indietro nel tempo e, nonostante la grande quantità di personaggi e informazioni, Dicker riesce a costruire una tensione costante. È uno di quei romanzi in cui viene spontaneo pensare “ancora un capitolo e poi smetto”, per poi continuare a leggere.
Nonostante questo, non è un libro perfetto. In alcuni momenti la storia può risultare un po' troppo costruita e alcuni personaggi sono caratterizzati in maniera meno approfondita di quanto avrei voluto. Anche la quantità di colpi di scena, soprattutto nella parte finale, può dare la sensazione che l'autore voglia sorprendere il lettore a tutti i costi.
Ma forse è proprio questo il punto di forza del romanzo: La verità sul caso Harry Quebert non vuole semplicemente raccontare un omicidio. Vuole farci dubitare di ciò che leggiamo, dei personaggi e persino della verità stessa. E alla fine rimane una domanda: quanto siamo disposti a credere a una storia solo perché qualcuno ce l'ha raccontata nel modo giusto?
Il mio voto? ⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Un thriller avvincente, pieno di misteri e colpi di scena, perfetto per chi ama le storie in cui nulla è davvero come sembra.



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