La ragazza nella nebbia – Donato Carrisi
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- 15 apr
- Tempo di lettura: 2 min

La ragazza nella nebbia è uno di quei thriller che non si leggono soltanto: si attraversano, come se fossero una strada buia piena di deviazioni sbagliate. Donato Carrisi costruisce una storia che parte da una sparizione e si trasforma lentamente in qualcosa di molto più disturbante: un’indagine sulla verità, sulla percezione e su quanto sia facile manipolare l’opinione pubblica.
Tutto ruota attorno al caso di Anna Lou, una ragazza scomparsa in un piccolo paese di montagna isolato dalla nebbia. A indagare è l’ispettore Vogel, un personaggio carismatico ma profondamente ambiguo, che non cerca solo la verità: cerca uno spettacolo. Ed è proprio qui che Carrisi colpisce più forte.
Il romanzo non è un semplice giallo “chi è stato?”, ma diventa presto una riflessione sul modo in cui i media costruiscono i colpevoli prima ancora che lo faccia la giustizia. Vogel, infatti, non si limita a investigare: crea una narrazione. E il lettore, senza accorgersene, ci cade dentro insieme a tutti gli altri.
Lo stile è veloce, cinematografico, pieno di colpi di scena ben dosati. Carrisi non spreca parole: ogni capitolo chiude con una spinta in avanti che rende difficile smettere di leggere. La tensione cresce in modo costante, senza mai perdere credibilità, fino a un finale che ribalta molte certezze.
Uno degli aspetti più riusciti è proprio la nebbia, che non è solo atmosferica ma simbolica: rappresenta l’impossibilità di distinguere chiaramente tra verità e costruzione, tra colpevolezza e percezione.
Nel complesso, La ragazza nella nebbia è un thriller intelligente, scorrevole ma anche inquietante, che resta in testa anche dopo averlo finito.
Un romanzo perfetto se ami i thriller psicologici, le indagini piene di colpi di scena e le storie in cui niente è davvero come sembra.



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